Disoccupazione giovanile: presentata l'inchiesta condotta da Zente Nova Giovani

Mauro Piredda
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26/06/2014
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Attualità
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Il tasso di disoccupazione siniscolese è ormai a livelli di guardia. I dati delle liste di collocamento mostrano, al 31 dicembre 2013, un incremento 281 unità di disoccupati (139 donne) rispetto all'anno precedente. Ma il tema della disoccupazione giovanile è stato discusso il 24 in una assemblea organizzata da Zente Nova giovani presso lo “Spazio 36”. Nel dettaglio sono stati analizzati i dati di un'inchiesta condotta dal collettivo attraverso la somministrazione di un questionario. Oggetto dell'indagine un campione di 56 unità della fascia di età compresa tra i 16 e i 25 anni residente nelle varie aree urbane (centro, periferie, frazioni). Dario Sanna e Joseph Manca hanno spiegato le ragioni di questa scelta: «anche un 35enne è un giovane ma si suppone che abbia già un bagaglio di esperienze che un ragazzo che sta studia o ha appena finito non ha». Restringere quindi il campo per capire meglio le esigenze di un settore piuttosto svantaggiato della popolazione siniscolese, che non ha agganci e che si trova disarmata davanti a un mercato del lavoro sempre più incerto e a una crisi che non vede fine. Ecco quindi una percentuale dell'88% di giovani non lavorano (con un 64% di questi che non ha mai lavorato neppure una giornata). Dati che parlano da soli e che mostrano un conseguente 48% di coloro che vorrebbero lavorare all'estero (solo il 6% vuole rimanere a Siniscola), seppure il 34% non abbia ancora una idea sul da farsi. Nelle relazioni degli esponenti del collettivo giovanile «la necessità che il comune si adoperi per invertire rotta e incentivare l'occupazione giovanile». Negli interventi che hanno caratterizzato il dibattito sono emerse diverse questioni, quali le problematiche relative alla sindacalizzazione e alla contrattazione, alle difficoltà del lavoro all'estero (è stato riportato l'esempio di Londra e del suo caro-vita), la necessità di conoscere le leggi per meglio relazionarsi nei confronti dell'amministrazione comunale, la prospettiva della cooperazione e della socializzazione del lavoro senza un padrone, la pratica della militanza politica per «riprenderci il reddito».

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