Può capitare che un utile servizio per la collettività possa trasformarsi nel suo contrario. La raccolta degli oli esausti, attivata anche a Siniscola, ne è un esempio. I cittadini hanno da subito risposto positivamente all'iniziativa conferendo negli appositi contenitori gli scarti derivanti dagli utilizzi di tale liquido in cucina. Talmente bene da dover impegnare la ditta incaricata a ripetute operazioni di scarico.
Ma quando la lancetta dell'indicatore è posizionata sulla F di full (pieno) gli utenti, che già si trovano davanti un bidone traboccante, non hanno altra scelta che quella di posizionare la propria bottiglia per terra.
Lo spettacolo non è dei migliori: patina d'olio su tutta la struttura (compreso il misuratore nel quale a mala pena si legge il livello raggiunto) e grande chiazza su marciapiedi e asfalto limitrofi. «E per fortuna – così una cittadina siniscolese - non siamo ancora in estate».
Facendo un giro nel centro urbano si nota che in alcuni punti di raccolta le bottiglie depositate non ci sono più. Ma non dappertutto. A La Caletta permangono, come dimostrato dalla foto scattata ieri. «Da più di un mese», è stata la risposta di un cittadino alla nostra specifica domanda.
In ogni modo, che vi sia o meno l'accumulo di contenitori domestici (situazione che comunque si ripeterà in caso di mancato scarico dei bidoni blu) rimane uno scenario poco edificante che non colpisce soltanto la vista e l'olfatto. «L'altro ieri un ragazzino mentre usciva da scuola – così il consigliere Farris in riferimento al plesso di via Silvio Pellico – è persino caduto mentre usciva da scuola».
Nella foto uno dei contenitori della ditta Lem (Linea ecologica Mangia) a La Caletta

