«PD, PSI, UPC, SEL e Rappresentanti della Società Civile, denunciano il grave atteggiamento denigratorio che le forze di minoranza assumono, nei confronti della maggioranza, ogni qualvolta si affrontano i problemi della Città e dalla comunità in genere».
È quanto si legge nel nuovo documento del centrosinistra siniscolese a seguito della richiesta di dimissioni.
Alle minoranze l'accusa di essere «solamente interessate a mantenere accesa la fiammella della contestazione sociale per fini elettorali, negando ad ogni piè sospinto il loro contributo. È stato chiesto loro di presentare proposte o emendamenti in merito alla riduzione del carico fiscale, ma di tutto questo non si è vista traccia».
«Noi – così gli autori del comunicato – abbiamo ricercato e ricercheremo sempre il confronto costruttivo con tutti i cittadini sui problemi che interessano prioritariamente il futuro di Siniscola, nel rispetto delle Istituzioni, ma respingiamo fermamente quello chiassoso e inconcludente che la minoranza puntualmente mette in atto. Respingiamo altresì con fermezza i continui assalti alle Istituzioni, attraverso i suoi rappresentanti, eletti democraticamente, per cui chiediamo all’amministrazione di andare avanti con le sue azioni di buon governo per assicurare un vivere civile e moderato alla comunità e far crescere Siniscola. Respingiamo ogni forma di violenza fisica e parimenti anche quella verbale, di offesa al sindaco, agli assessori, ai consiglieri comunali e ai cittadini tutti. Non si può trasformare sempre l’aula del consiglio comunale in un’aula da Tribunale per emanare sentenze senza averne il titolo, questo spetta alla Giustizia».
La maggioranza afferma di manifestare «piena disponibilità a continuare il dialogo con il “Comitato cittadini Attivi” e con i rappresentanti di un altro “gruppo” di cittadini con i quali indistintamente la maggioranza si è confrontata democraticamente». Asserisce inoltre di aver «costantemente ricercato tutti i percorsi per incidere il meno possibile sulle tasche dei cittadini»: «la dimostrazione è data da una riduzione di 700mila euro su 3.100.000 del costo dell’appalto. Circa il 24%. Una proposta ragionevole e seria per favorire la riduzione dell’aliquota Tari».

