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Zente Nova, “Il Montalbo patrimonio comune, il Montalbo non si tocca”

"saremo vostri fieri avversari"

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Nuovo comunicato del gruppo di minoranza Zente Nova. Al centro della questione, il Montalbo e l'acqua.

“Dopo aver svenduto le coste agli avvoltoi della speculazione, dopo aver immolato il mercato immobiliare ai diktat di quattro faccendieri, che hanno messo chi nasce in questo territorio nelle condizioni di non potersi comprare nemmeno casa (salvo essere vincolato/strozzato da un mutuo trentennale) favorendo però l’invasione di investitori forestieri che di fatto sono ormai i padroni assoluti della costa. (E speriamo non passi mai il PUC del trio Pau-Celentano-Mura!) Ebbene, dopo questo, la classe politica locale vuole mettere le mani su un altro patrimonio comune: il Montalbo e la sua acqua” comincia così la nota. Con un richiamo “devastazione operata dalle cave passate ed esistenti nella massima espressione del Sindaco Rocco Celentano” Zente Nova punta il dito contro “la dimensione politica dell’Amministrazione” che “si traduce in un nuovo assalto al Montalbo, nell’idea, tanto balzana quanto pericolosa di bucare il monte con un sifone gigante ed aspirarne l’acqua”. In base a quanto sostenuto dal gruppo, il fabbisogno idrico della cittadina può essere soddisfatto a dovere senza alcun bisogno di far riferimento al Montalbo: “La scusante è fornire l’acqua a Siniscola, quando in realtà quella per soddisfare il fabbisogno dei siniscolesi (e non solo) c’è già: si tratta semmai di sfruttare le risorse idriche intervenendo sugli sprechi e le perdite delle condotte (stimate su percentuali del 60%)finanche, di rivisitare gli “accordi” sull’approvvigionamento dei paesi vicini, poiché è assurdo che mentre noi, nei mesi estivi, ci si debba rifornire dalla diga, alle migliaia di turisti in quel di San Teodoro venga garantita l’acqua di Fruncu ‘e Oche (magari usata per innaffiarsi il giardino)”. Ed esprime un plauso al sindaco di Lula: “Dice bene, il sindaco di Lula, il comune che ha la maggior fetta di territorio e che ha detto no alle mire del nostro Sindaco: l’intervento teorizzato da Celentano richiede tempi di realizzazioni brevi, al contrario dei secoli con cui il Monte ha costruito il proprio microsistema idrico, ecologico, ambientale. Il rischio reale (anche per molti geologi) è che un intervento invasivo come quello teorizzato dal nostro Sindaco sia incontrollabile nelle conseguenze, tanto da aprire scenari in cui, al contrario, si possa compromettere proprio l’esistenza stessa delle diverse fonti! Un sistema che noi dobbiamo preservare a prescindere dal fatto che il Montalbo sia ricadente in un comune piuttosto che in un altro. Per questo non cadremo nel becero campanilismo sul quale il Sindaco Celentano e la sua maggioranza vorrebbero fra scivolare la querelle”.  Prosegue “La posizione di Zente Nova su questo punto è stata chiara sia durante la campagna elettorale che negli interventi di questa prima metà di legislatura: il Montalbo non si tocca!Semmai, si valorizzano le sue risorse ambientali, si sanano le ferite aperte dalle cave e si costruisce un’economia che crei occupazione dalla sua tutela, sia essa Ente foreste o turismo.

Dobbiamo imparare ad amare di più il territorio.

E, anche, entrare nell’ottica che l’ambiente e la natura non possono essere barattati né per quattro posti di lavoro, né per le logiche di potere che si celano dietro la gestione dell’acqua pubblica (Abbanoa docet!)
Esistono le alternative, per l’acqua come per il lavoro.
Esiste la volontà di alcuni uomini di non arrendersi alle dinamiche del mercato, perché alla fine come diceva Toro Seduto “quando l'ultima fiamma sarà spenta, l'ultimo fiume avvelenato, l'ultimo pesce catturato, allora capirete che non si può mangiare denaro”
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Anche nelle conclusioni, Zente Nova è chiara: “Caro Rocco, cara maggioranza, giù le mani dal monte! Nella difesa del Montalbo saremo vostri fieri avversari!”.

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