«I cavilli burocratici utilizzati da questa amministrazione per frenare la riuscita di un seminario di valore internazionale non hanno scusanti». È quanto si legge nel comunicato firmato “Donne sarde per la cultura” in riferimento alle vicende relative all'organizzazione dell'evento del 27 maggio con l'attivista kurda Haskar Kırmızıgül, membro della Commissione sulla Jineolojî del TJK-E (Movimento delle Donne Kurde in Europa).
L'iniziativa fa parte del ciclo di seminari sulla “gineologia, scienza delle donne” promossi dalla Rete Kurdistan Sardegna.
Nelle intenzioni delle organizzatrici locali (il collettivo “No una de mancu” e «varie compagne sarde»), il tutto si sarebbe dovuto svolgere presso la Biblioteca comunale, come da richiesta dell'11 maggio. Nella risposta della responsabile dei servizi educativi e culturali, «sentito il parere dell'amministrazione comunale», è stato però citato l'art.23 del regolamento, approvato nel 2012, sulla modalità di utilizzo dei locali.
«L'Auditorium della Biblioteca, può essere utilizzato da altre Istituzioni ed Associazioni, con precedenza a quelle regolarmente iscritte nell'Albo Comunale, con richiesta scritta inoltrata all'Amministrazione Comunale almeno 10 giorni prima dell'evento. Per le manifestazioni che si dovranno svolgere in giorni ed orari differenti dal servizio bibliotecario, i locali potranno essere utilizzati sotto la responsabilità dell'Associazione richiedente con un adeguato servizio di vigilanza a proprie spese, e con l’autorizzazione espressa da parte dell'Amministrazione, che riconosce in tal modo la corrispondenza dell'evento alle finalità culturali e sociali di cui al presente regolamento. Gli spazi e le attrezzature della biblioteca possono essere concessi a titolo gratuito solo per l’organizzazione di attività culturali di pubblico interesse. Negli altri casi l’amministrazione provvederà a richiedere il versamento di un contributo giornaliero a sostegno dei costi di gestione».
La Biblioteca è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì fino alle 19.00 (in inverno fino alle 18.30); il sabato dalle 9.00 alle 13.00. Parrebbe quindi di avere a che fare con la prima volta in cui si applica tale disposizione regolamentare.
«Nella maggior parte dei casi - è quanto contestato dalle “Donne sarde per la cultura” - si è usufruito dell’auditorium, luogo deputato alla cultura a cui si è sempre avuto accesso, con un semplice permesso dell’amministrazione. Da oggi però non è più così, rigore e sicurezza sono diventate le nuove parole d’ordine per l’accesso. Vigileremo nel tempo affinché lo stesso trattamento venga dedicato agli altri utilizzatori della biblioteca. È solo un pretesto per annientare ancora di più la cultura relegata oggi a sola festività religiosa o sagra paesana».
Il seminario, a seguito di tali circostanze, si terrà quindi presso il bar Montalbo di via Gramsci alle 19.00.
«Si discuterà insieme di similitudini e divergenze tra il popolo sardo e quello curdo e, nello specifico, quale ruolo rivesta in essi la donna oggi. Questa nuova scienza, il cui riferimento principale sono gli scritti dal carcere di Abdullah Ocalan, sviluppa una concezione teorica articolata sul ruolo rivoluzionario della donna nella liberazione della società e promuove un nuovo approccio che non abbia come oggetto la donna, ma reinterpreti ogni campo delle scienze sociali da una prospettiva femminile e femminista».
Il comunicato di “Donne sarde per la cultura”
In tanti credono che in un’epoca evoluta come la nostra la conoscenza non abbia confini né mentali né fisici tali da ingabbiarla. Ma non tutti sanno forse che in certi luoghi questa conoscenza, questa presenza nell’intelletto di innumerevoli nozioni acquisite sia preclusa a chi non professi la religione dominante o non appartenga al credo politico di regime.
Tale ricerca di conoscenza unita alla diffusione della cultura e all’arricchimento personale appaiono oggi soffocate da ostruzionismo e negligenza, cavalli di battaglia degli Amministratori del nostro paese.
A chi di noi si occupa di creare spazi di cultura attraverso iniziative che non siano funzionali al pensiero dominante o che rompano gli schemi preconcetti, imposti e che tentino di aprire ponti verso culture lontane, popoli sconosciuti, repressi e combattivi, sarà di certo capitato di imbattersi nel problema degli spazi. Nella maggior parte dei casi si è usufruito dell’Auditorium della Biblioteca, luogo deputato alla cultura a cui si è sempre avuto accesso con un semplice permesso dell’Amministrazione. Da oggi però non è più così, rigore e sicurezza sono diventate le nuove parole d’ordine per l’accesso!!
Sta di fatto che con determinatezza possiamo di certo affermare che i cavilli burocratici utilizzati da questa amministrazione per frenare la riuscita di un seminario di valore internazionale non ha scusanti. Boicottare l’arrivo dell’attivista kurda Haskar Kırmızıgül, membro della Commissione sulla Jineolojî del TJK-E (Movimento delle Donne Kurde in Europa) è solo un pretesto per rafforzare il potere nelle mani di pochi, spaccare ancora di più un paese già sull’orlo del baratro, annientare ancora di più la cultura relegata oggi a sola festività religiosa o sagra paesana.
Certo, a ben pensare chi non avrebbe paura di confrontare una società ancora troppo maschilista legata allo stereotipo della donna-oggetto o donna-sposa, ad un nuovo concetto di società dove è la donna il centro nevralgico del sapere e si discute dell’ineluttabile binomio “oppressi-oppressori” sia esso in termini di stato, genere o classe?
Nel ricordare all’Amministrazione attuale che vigileremo nel tempo perché lo stesso trattamento che è stato rivolto a noi venga dedicato agli altri utilizzatori della Biblioteca, bene e servizio pubblico, invitiamo la popolazione siniscolese a riappropriarsi della cultura partecipando all’iniziativa promossa dalla Rete Kurdistan Sardegna con il contributo di No una de mancu e di varie Compagne Sarde, attraverso un seminario che si terrà presso il bar Montalbo in via Gramsci a Siniscola, Sabato 27 maggio alle ore 19.00 a cura dall’attivista kurda Haskar Kırmızıgül, sulla Jineolojî, la Scienza delle Donne in cui si discuterà insieme delle similitudini e divergenze tra il popolo sardo e quello curdo e nello specifico quale ruolo rivesta in essi la donna oggi. Questa nuova scienza, il cui riferimento principale sono gli scritti dal carcere di Abdullah Ocalan, sviluppa una concezione teorica articolata sul ruolo rivoluzionario della donna nella liberazione della società e promuove un nuovo approccio che non abbia come oggetto la donna, ma reinterpreti ogni campo delle scienze sociali da una prospettiva femminile e femminista.

