Attraverso una lettera inviata all'assessora regionale dell'Industria, Maria Grazia Piras, il consigliere comunale posadino (nonché consigliere nazionale dell'Anci) Giorgio Fresu è intervenuto sulla questione dei dipendenti della Zir di Siniscola: 3 operai e due dirigenti amministrativi che non percepiscono lo stipendio dal luglio del 2017.
Con la delibera n.10 del 26 giugno dell'anno scorso, il commissario liquidatore aveva prorogato il comando del personale presso il Comune di Siniscola fino al 31 luglio. Tale comando, come si leggeva nel dispositivo dell’atto, «è preordinato al fine di conferire all’amministrazione comunale le conoscenze amministrative, organizzative e gestionali della Zona industriale di Siniscola in vista del passaggio delle funzioni, dei beni e del personale alla medesima amministrazione».
Ma di passaggio al Comune ancora non se ne parla. Nell'anno in corso, oltre all'incontro tra l'amministrazione e l'assessora Piras avvenuto nel mese di febbraio, si è tenuto recentemente un vertice tra Unione dei Comuni e Ras. Ma è proprio sulla questione del personale che ancora non si è trovata una soluzione.
Nel frattempo? «Esattamente un anno fa - scrive Fresu nella missiva indirizzata a Piras - avevo inviato una nota al Presidente della Regione ed all’assessore del Personale, chiedendo la stabilizzazione del personale della Zir di Siniscola, auspicando che, dopo mesi di attese e di speranze, si riuscisse ad individuare una soluzione definitiva».
«Vorrei farti notare - prosegue la lettera - che, negli ultimi mesi, abbiamo assistito ad una serie di importanti impegni da parte dell’Assessore Regionale della Programmazione Paci, il quale continua a firmare protocolli nei territori della Sardegna, garantendo cospicue risorse alle amministrazioni ed alle imprese economiche. Senza voler mettere in dubbio la buona fede dell’assessore e la reale disponibilità di tutte queste risorse, che ammontano a diverse decine di milioni di euro, chiedo a me stesso ed a te, assessore, che hai la competenza nelle Zir, considerata questa imponente quantità di denaro pubblico disponibile, perché non liquidare almeno gli stipendi di questi cinque dipendenti? Avete mai pensato alla dignità ed allo stato d’animo loro e delle rispettive famiglie? Quale sarà il loro destino occupazionale? Domande, al momento, senza risposta, nonostante gli impegni e le garanzie assunte, a suo tempo, dalla giunta e dal consiglio regionale. Cara assessore, stabilizzare i precari è, prima di tutto, il dovere di uno Stato civile e faccio appello a quanto prevede l’art. 97 della nostra Costituzione, che, al riguardo, è molto chiaro. Mi pare, inoltre, che l’ultima riforma sul pubblico impiego, presentata dall’ex ministro Madia, confermi questa volontà . Ti chiedo, pertanto, di voler assumere, con la dovuta urgenza, tutte le determinazioni dovute, al fine di assicurare i legittimi stipendi arretrati e la garanzia del diritto al lavoro per questi lavoratori, i quali, peraltro, hanno acquisito nel corso degli anni professionalità , affidabilità e competenze».
