È iniziata nella giornata di ieri una nuova annualità dei corsi stem presso i locali dell’Atelier Creativo della scuola primaria di via Gramsci. I campi estivi di scienze, matematica, informatica e coding, nell’ambito del progetto TecnologicaMente avranno una durata di venti ore ciascuno. Il termine delle attività è previsto per metà luglio e saranno coinvolti quaranta studenti (60% di ragazze) provenienti dalle classi terze e quarte della scuola primaria e dalle prime e e seconde della scuola secondaria di primo grado.
«Con tale iniziativa - spiega la dirigente Antonella Piredda - la scuola porta avanti il suo ruolo centrale nello sviluppo dei futuri cittadini, cercando di adattarsi alle richieste della società e di dare alle alunne e agli alunni le più adeguate competenze per affrontare le sfide del mondo in cui vivono, tenendo conto del fatto che le previsioni riguardanti la possibilità di trovare un’occupazione nel futuro indicano tra i lavori più richiesti quelli legati agli ambiti scientifici e tecnologici».
Per l’attivazione dei corsi estivi la scuola ha ottenuto un finanziamento da parte del Ministero per le Pari Opportunità con la finalità di promuovere lo sviluppo di competenze negli ambiti scientifico-matematico-tecnologici del sapere e per avvicinare la componente femminile della popolazione scolastica che, «come risulta da studi effettuati - spiega Piredda -, risulta essere meno attratta da tali ambiti rispetto ai propri compagni, soprattutto per ragioni sociali e culturali».
I laboratori quest’anno saranno incentrati sulla studio della figura, delle opere e delle invenzioni di Leonardo da Vinci. Per l’attuazione dei laboratori la scuola si avvarrà della collaborazione di personale esperto dell’Ailun, con cui è stato firmato un protocollo, con il supporto dei docenti interni Giovanna Maria Maloccu e Renato Muglia nel ruolo di tutor.
«La caratteristica di essere un campo estivo – ribadisce Piredda - ha il vantaggio di poter essere vissuto come momento informale che consente di rompere la logica strettamente disciplinare con la quale si affronta solitamente la lezione in classe, viverlo quindi come un’esperienza di didattica diversa. Tutto ciò richiede all’insegnante di assumere un ruolo di facilitatore e suggeritore, di condividere le esperienze sul campo, lasciando agli allievi il ruolo di protagonisti del loro processo di apprendimento, incentivando la creazione di condizioni per un apprendimento attivo, costruttivo e collaborativo attraverso un utilizzo consapevole della tecnologia, con la possibilità di vivere un momento valorizzante per tutta la scuola fino a renderlo significativo di fronte alla comunità».

